NON SOLO HOTEL
ERIKA CALESINI
“La bicicletta è il dominio dell’illusione, dove trovano respiro i cuori semplici”, Dino Buzzati
Un’artista che fa rivivere gli oggetti inanimati, che scruta nell’anima del metallo per trovare tracce di umanità, che si addentra, sola e con i tacchi a spillo, sulle montagne di rifiuti nelle discariche per recuperare pezzi di storia, frammenti di vita.
Un’idealista che, spontaneamente, dice di sé “sono pazza”, perdendosi sognante nel suo mondo. Con impeto si mette alla guida del “ragno”, la gru che sale sulle discariche di San Giovanni in Marignano (Rn), e con estrema facilità stringe amicizie agli angoli delle strade.
Il suo nome è Erika Calesini, 34 anni, riminese che racchiude in sé l’euforia frizzante della sua terra e la dolcezza disarmante del cielo. Ha iniziato a lavorare, dopo il diploma all’Istituto Statale d’Arte F.Mengaroni (Ps), come designer di accessori. L’arte mi dona equilibrio, forza, vitalità, è una sublimazione della vita stessa”. Aiutata dal padre, che le ha trasmesso la nobile arte della lavorazione del ferro battuto, Erika ha saputo coniugare con destrezza la vena creativa e la maestria artigianale, e ha deciso di ridare vita agli oggetti dimenticati, destinati a morte sicura: così accade che un elemento freddo e crudo com’è il metallo acquisti un’anima, una luce, il calore delle emozioni che le persone riversano sulle “loro cose”…
Le creazioni di Erika non lanciano solo un messaggio ecologico e di sostenibilità ambientale, parlano di recupero dei sentimenti, di riciclo dell’anima. La sua arte trabocca di umanità, di amore e di dolore, di sentimenti vissuti che si imprimono indelebilmente sugli oggetti. In una parola, di nostalgia. “Di fronte a casa mia” racconta l’artista, “c’è una pista ciclabile. Vedo quotidianamente passare vecchi signori con le loro biciclette, sgangherate, segnate dalla vita, e sempre di più mi accorgo come ogni bicicletta sia diversa dalle altre e assomigli sorprendentemente all’uomo che la cavalca, come succede con i cani e i loro padroni…”.
Le due ruote sono il grande amore di Erika, simbolo di libertà e di capelli al vento, di sogno e di leggerezza, ma saldamente attaccate alla terra. Questo mezzo di trasporto antico ma attuale, che fa volare e nello stesso tempo scivola fermo sulla strada, è presente in molte creazioni dell’artista, lavorato, saldato, picchiettato, schiacciato da presse, scomposto e ricomposto e infine posizionato su tele di legno e di metallo.
L'artista ha già realizzato molte mostre d'arte personali e recentemente, insieme all´associazione Art & Environnement inserita nel programma delle Nazioni Unite per l'Ambiente -UNEP, ha esposto l'opera "Ricicletta" al "Noga Beach" di Cannes, nell' ambito dell'iniziativa mondiale "Piantiamo per il Pianeta: la Campagna dell'UNEP per un miliardo di alberi", finalizzata ad un progetto di reforestazione a livello mondiale, per lanciare un forte messaggio ecologista contro il disboscamento delle foreste.
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